Dai Portici al Bancone: perché Bologna è (anche) la città della birra artigianale

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Dai Portici al Bancone: perché Bologna è (anche) la città della birra artigianale
La versione 2026 della Craft Beer City Map

Ci sono storie che iniziano camminando e finiscono davanti a una pinta. Bologna la conosciamo tutti: è la Grassa per il cibo, la Dotta per l’Università, la Rossa per i mattoni e per la sua anima. Ma c’è un’altra sfumatura che sta diventando sempre più definita, ed è quella della birra artigianale.

Pochi giorni fa ho avuto il piacere di partecipare, in rappresentanza di Unionbirrai, alla presentazione della Bologna Craft Beer City Map (grazie agli amici promotori per l'invito) una mappa nata per raccontare e unire i punti della scena birraria artigianale sotto le Due Torri. Guardando quella mappa, non ho potuto fare a meno di guardarmi indietro. Ma anche un po' avanti, dai.

Dal 2005 a oggi: un cerchio che si chiude

Il mio legame con questo mondo a Bologna ha radici profonde. Dal 2005 al 2008, sono stato dall'altra parte della barricata con il mio birrificio, il BiBò. Erano anni diversi, pionieristici, in cui fare e proporre birra artigianale a Bologna era una scommessa per pochi visionari. Quell'esperienza è durata un breve periodo, non credo di sbagliare troppo dicendo che di brewpub chiusi negli anni se ne contano pochi, ma la passione non è mai svanita; è solo cambiata la prospettiva da cui guardo i banconi.

Vedere oggi una mappa ufficiale della città dedicata alla birra artigianale non è solo un traguardo per il settore, ma la conferma che Bologna ha sviluppato un'identità birraria solida, matura e riconosciuta.

Il trekking urbano birrario: la vera anima della città

Bologna ha una caratteristica unica al mondo: i suoi portici. Chilometri di rete coperta che collegano la città, che proteggono dal sole e dalla pioggia, e che ti accompagnano, passo dopo passo, da un quartiere all'altro.

Ed è proprio qui che nasce l'idea di questo blog. Bologna si presta, forse più di ogni altra città italiana, al trekking urbano birrario. Non si tratta di andare semplicemente a bere, ma di vivere lo spazio urbano a piedi, scoprendo gli angoli storici, le piazze e i vicoli, per poi trovare ristoro dove la birra è trattata con rispetto e cultura. In fondo, il viaggio è tutto qui: muoversi dai portici al bancone.

Oltre i confini dei portici

Se è vero che le radici di questo progetto affondano tra i sampietrini bolognesi, è altrettanto vero che la sete di storie non si ferma qui. Ogni tanto questo viaggio farà qualche deviazione, portandoci a esplorare banconi fuori porta e realtà internazionali.

Proprio ieri, per esempio, ero a Bruxelles, una delle capitali mondiali della cultura birraria. Viaggiare permette di confrontarsi, di scoprire come altri paesi valorizzano le proprie produzioni indipendenti e, perché no, di portare a casa qualche ispirazione da applicare alle nostre camminate.

Cosa troverete qui

Questo è il primo articolo di un diario di bordo. Parleremo di itinerari a piedi, di birrifici indipendenti, di stili birrari e di storie di persone, che siano a Bologna o in giro per l'Europa. Perché la birra artigianale non è solo un prodotto nel bicchiere: è aggregazione, è territorio, è cammino.

Già che ci siete, scaricate la mappa o procuratevela in forma cartacea in città e allacciate le scarpe. Ci vediamo al bancone.