La schiuma rossa e il tempo che (non) passa
Il portico oggi è enorme e il bancone l’ho solo intravisto, ma c’era: di marmo e carico di storia. L’occasione è un compleanno importante, una cifra tonda, di un amico grande a Milano. Il trasferimento in treno da Bologna azzera le distanze, anche quelle che in realtà non esistono tra amici storici in gita. Due passi, poche fermate di metro e siamo in centro. Abbiamo tempo prima di raggiungere il festeggiato e io propongo un aperitivo, quasi una seconda colazione, da Camparino in Galleria.
Il motivo è semplice: ho un’adorazione per il Campari Shakerato, la perfezione della semplicità. Solo bitter rosso e ghiaccio nello shaker. C’è il primo contatto con la schiuma morbida e compatta, poi subito la rasoiata amara, secca e purissima del bitter ghiacciato. È l’essenzialità ridotta all’osso, servita in una coppetta d’una bellezza quasi struggente.
Ci avviamo con «leggerezza da pattinatore»* verso la festa vera. Come nello shakerato non serve aggiungere altro, così un’amicizia granitica non ha bisogno di spiegazioni, aggiornamenti o convenevoli: resta solo un alone di mistero e di meraviglia nel constatare come questa sospensione del tempo sia così reale. A fine giornata, è questo il pensiero che torna in loop assieme a un retrogusto amaro: la consapevolezza degli anni trascorsi. Per oggi, però, l’amarezza è solo colpa del bitter. E basta.
*Citazione da caccia al tesoro. Quando la troverete fatemi sapere se è la stessa sensazione che avete anche voi passando da Piazza Maggiore, anzi, al centro esatto.